Giochi senza barriere

Il termine “Benessere Bambino” rappresenta per la MACAGI non solamente l’emblema con il quale si identifica, bensì una missione vera e propria.
I prodotti sono infatti il frutto di uno studio pedagogico che si basa sulla ricerca dello stare bene del bambino.
Il movimento gioca, fin dalla prima tenera età, un ruolo fondamentale nella sua formazione ed accrescimento.
L’educazione alla corporeità si traduce quindi nello sviluppo di abilità motorie ed espressive, controllo della forza e dell’equilibrio, abitudine al senso del ritmo, al rispetto degli altri, fino alla conoscenza dei propri limiti
I giochi MACAGI sviluppano l’intelligenza, l’immaginazione, la percezione del proprio corpo e dello spazio, formano il carattere e facilitano i rapporti sociali, educando alla cooperazione, al rispetto dei turni e delle opinioni altrui: consentono il giusto equilibrio tra mente e fisico.
Anche la persona con disabilità, piccola o grande, può trovare nel gioco un’ottima occasione per svolgere attività da sola o in gruppo.
Ciò presuppone che il gioco sia stato ideato e realizzato “per tutti”, incluse le persone con disabilità motoria, sensoriale e intellettiva.
Fondamentale per questo sviluppo è stata la collaborazione e gli studi con centri importanti, quale, in primis la Lega del Filo d’Oro, associazione, nata nel 1964, specializzata nell’assistenza e riabilitazione di persone sordo cieche e pluriminorate psicosensoriali.
I giochi che la MACAGI realizza per bambini disabili, rispecchiano il concetto di disabilità in senso ampio, inteso come bambini affetti da disabilità sensoriali, cognitive o fisiche ovvero una loro concomitanza.
Le attrezzature ludiche destinate ad aree verdi aperte al pubblico, debbono essere le stesse per tutti gli utilizzatori, concepite con una tecnologia tale da non fare distinzioni tra un bambino ed un altro.
Si deve, quindi, parlare sempre di “giochi accessibili anche a bambini “diversamente abili”.
La realizzazione di giochi riservati solamente a bambini svantaggiati determinerebbe un ulteriore pregiudizio a loro carico.
Il gioco in quanto tale, dovrebbe infatti essere progettato per soddisfare le condizioni individuali di ciascun bambino e non enfatizzare il loro status.
Le aree giochi devono rappresentare un elemento d’incontro di bimbi con diverse esperienze, un elemento discreto, di integrazione e di accoglienza, qualunque sia il suo fruitore.
La MACAGI ha imparato che la maggior parte dei disabili non sono bambini in sedia a rotelle.
Le scalette quindi non rappresentano l’ostacolo principale per i disabili, essendo essi affetti prevalentemente da deficit sensoriali e cognitivi.
E’ per questo che la sola predisposizione di rampe non risolve neanche la minima parte dei problemi legati all’accessibilità dei giochi da parte dei disabili.
Occorre, a tal proposito, progettare elementi ludici con “caratteristiche speciali per tutti” in modo tale da offrire ad ogni bambino, quanto più possibile, strumenti idonei per comunicare con gli altri, donando loro una dimensione fatta di dignità ed autonomia.

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